NAPOLI REPUBBLICA.IT a cura di Antonio Corbo 23/10/2007
Vivaldi e Chopin per il Taurasi
Il suo vino s' addormenta nelle botti sulle note di Vivaldi, "Le Quattro stagioni". Qualche volta Chopin. La musica è anima che corre nella cantina di Antonio Caggiano, il sacerdote del Taurasi. Ha la faccia del curato di campagna, ma ha girato il mondo con la sua Rolley per fotografare fanciulle nude al circolo polare e nella Terra del fuoco. Il museo del vino e del sisma l' ha costruito lui, geometra, con il materiale di risulta del paese che fu. Raccolse dopo il terremoto porte, scale, pietre, un po' di tutto. L' impunito organizza serate di beneficenza, l' ultima cena da Nonna Rosa a Vico Equense. Il tema potete immaginarlo: La Seduzione. Con i suoi vini e le foto osée delle sue modelle. I soldi vanno poi ai frati missionari in Brasile. Grande il suo Taurasi, geniale come lui. Da Boston (Toni Mei) ai nostri Don Alfonso e Principe di Pompei: è esibito in carta come una bandiera. Rosso rubino cupo, profumi di frutti di bosco, speziato di pepe e chiodo di garofano, cuoio e sottobosco. In America trionfa quello del ' 97. Si distinguono il Taurì (aglianico in purezza, 13 gradi), il Salae Domini, il Fiagre (fiano e greco), il passito Mel, tutti del ' 99. Il primo 2000 uscirà a Pasqua, un fiano che cerca ancora un nome. Gradita la vendita diretta. Presto, andate a conoscere Antonio Caggiano, faccia di prete e occhi di peccato, alla Contrada Sala di Taurasi, Avellino. 0827-74043
Devon, un greco firmato Caggiano
Devon è il ricordo di un´ emozione al circolo polare artico. Lì Antonio Caggiano, fotografo giramondo, rimase due minuti occhi negli occhi con un´orsa. Finì bene, e rientrò tra i suoi amici esquimesi su una slitta trainata da quaranta cani. Sono passati sei anni. Devon oggi è un greco di tufo in purezza, ultima creazione di Antonio Caggiano, che tra le sue mille passioni è anche il signore del Taurasi. Non gli bastava "Behar", souvenir di un viaggio nel deserto del Sahara. Lancia Devon, altra avventura, altro scenario. Un bianco inedito, ma già destinato al successo. Provato in anteprima, dà giallo brillante, con profumi di frutta esotica e fiori, dal pesco al mandorlo. Eleganza ed equilibrio nei suoi aromi complessi. Qualità. Vino da notti di lusso. Esemplare coincidenza: esce mentre Antonio Caggiano promuove il primo Consorzio per la tutela dei vini irpini. Cento cantine hanno già aderito. Voluto dalla Camera di Commercio di Avellino, presidente Costantino Capone, mette insieme il preside dell´Istituto agrario De Sanctis, Antonio Cassano, tre produttori di uve (Emilio Colarusso, Eugenio Coppola, Carlo Spagnuolo) e tre firme: Antonio Caggiano, Salvatore Molettieri, Antonio Mastroberardino. Il guru dell´aglianico parla per massime. "Per crescere, bisogna imparare a stare insieme". Vediamo come va, le cariche durano un anno. Provate intanto Devon. Magari andate nella cantina museo di Taurasi, tra grandi foto e musiche di Chopin. Magia di un uomo mite: dalle immagini ai vini: niente che non sia un´emozione. Cantina Antonio Gaggiano, Taurasi Avellino 0827-74043.
Il Fiagre di Taurasi geniale incrocio
C´è un fiume biondo che scorre dalla cattedrale del rosso sino in California. Antonio Caggiano offre il miglior Taurasi. Ma firma dal ´94 un bianco bastardo e raffinato, incrocio azzardato e solenne: Fiano al 70%, il resto Greco. Il "Fiagre" è nei wine-bar più sfrenati della West Coast ancora prima che Marco Ponsiglione lo lanciasse a Milano; ma lo stappa anche nella sua "Sacrestia", finalmente restituita al giro della Napoli bene. Giallo paglierino, equilibrato tra il delicatissimo Fiano e il roccioso Greco, profumi di acacia e ginestra, 13 gradi, incontra volentieri formaggi e crostacei. A San Francisco è un aperitivo. Americani, che intuito. E premiano la genialità di questo blend e del suo inventore, fresco vincitore ad Asti del Douja d´or con il suo rosso "Macchia dei Goti". Il "Fiagre" fratello biondo del maestoso Taurasi ha ormai 10 anni e spavaldo gira da solo il mondo. Si può nascere a Taurasi anche bianchi e essere felici. Cantine Caggiano (Taurasi, Avellino) 0827-74043.
Mel di Caggiano delizia per dame
Appuntamento con Chopin tra pietre e botti. La cantina di Antonio Caggiano è un museo della cultura contadina. La musica ti segue nel percorso, segnato da luci fioche, bottiglie, nicchie, barrique.. Ha le atmosfere di una cappella, bruscamente interrotte da nudi di donne. Il signore del Taurasi è un artista giramondo, dal circolo polare artico alla Terra del fuoco porta foto di finissimo erotismo, mai un flash che scada nel sexy pacchiano. Un senso dell´equilibrio e del gusto che distingue le sue immagini come i suoi vini. Costruì la cantina sulla nostalgia del paese perduto: ha raccolto pezzi di macerie, lucernai verdastri e porte schiodate, mattoni e credenze, con tutto quello che il terremoto distrusse ecco il tempio dell´aglianico. Il vino che ha dato finalmente prestigio al Sud. La cantina più suggestiva sarà visitata domani dal lettori di "Repubblica", nel giorno di Città della Domenica il suo vino sarà protagonista nel cuore delle Langhe, ad Alba accanto a duecento vini Barolo del 2000. Al Vinum di "Go Wine". L´etichetta "Vigna macchia dei Goti" ha appena vinto il premio Cangrande al Vinitaly. La catena "Bice", ristoranti di Angela Chinaglia in quattro continenti, ha però adottato il più intrigante: il Mel, che mette insieme Fiano di Avellino (70%) e Greco di Tufo (30%) in un delizioso bianco dolce, giallo oro, con finale persistente di miele, albicocca aspra e canditi. Gran vino che il galante Caggiano serve alle sue dame dopo un clic. Cantine Caggiano (Taurasi) 0827-74043.
Il Taurasi di Caggiano conquista i vip d´America
Si presenta all´americana. Gli consegna un biglietto da visita. Eric Asinov, whine critic, N.Y. Times. "Signor Caggiano, è tutto vero quello che di lei si dice?" traduce l´omone che lo accompagna, Sergio Esposito, un napoletano che al vino italiano deve la sua fortuna, ne vende a torrenti ed ha rovinato gli affari dei coffee shop della Sedicesima Strada. Antonio Caggiano è l´ambasciatore del Taurasi nel mondo. Nel suo giro, da New York a Boston, da New Oleans fino a Portorico, è stato accolto come i cantanti d´una volta, tra coriandoli e applausi. Non solo nostalgia. Il vino è un simbolo dell´orgoglio italiano in America. Il Taurasi è la griffe del buon vivere. Quello di Antonio Caggiano è il trionfo del buon bere. Asinov racconterà le sue emozioni: "Vigna Macchia dei Goti 2001" bevuto nella penombra di una cantina costruita, pietra su pietra su pietra, con le macerie del terremoto. Archi di luce fioca sulle botti e note di Chopin, che danno pace al vino. Il giudizio di Asimov è una lezione per i critici italiani: danno i voti più alti ai vini pronti, ripassati magari nel merlot. Il disciplinare prevede tre anni per l´aglianico in purezza, sembra ruvido agli impazienti. Caggiano ha deciso che andrà oltre, lo presenterà più tardi, quando la sua complessità aromatica troverà finalmente armonia. Ma "Vigna Macchia dei Goti 2001" mostra già una fantastica ricchezza di spezie, ed una varietà di note dal tabacco al cacao all´amarena che è il fascino di questo maestoso rosso irpino, ma anche il segno di una modernità che distingue il Taurasi di Caggiano dall´aglianico e lo fionda sulle pagine più ambite d´America. Antonio Caggiano, Taurasi (Avellino) 0827-74043
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